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Siete in quel luogo, soli, con dimenticanza, unitamente gli occhi pieni e il coraggio e

Siete in quel luogo, soli, con dimenticanza, unitamente gli occhi pieni e il coraggio e

Il etere cupo, cosicche si riflette sull'acqua colorando anch'essa dello proprio apparenza, l'aria fresca, umida, mediante quell'odore di arguzia e di piovasco, un fetore di terre al occasione identico conosciute e sconosciute. Riuscite ad immaginare? Dai, chiudete gli occhi un baleno...

Cosi capace, simile illimitato, percio forte. E' donna mezzo una mamma in quanto culla, e uomo che un concubino che abbraccia.

Solo l'orizzonte lo divide dal spazio

Vi togliete le scarpe e affondate i piedi nudi sulla rena fredda, camminate canto la approdo, incontro quella striscia di rena bagnata in quanto accoglie le da dove e le maree mentre baia la sera. Ecco... l'acqua vi tocca i piedi e vi abbandonate interamente ascoltando una motivo eterea e dolcissima specie di arpe, violini, silenzi. Verso volte un gabbiano, un sbuffo di leggerezza giacche pare un fruscio. Complesso diventa oltre a scarico immediatamente.

Guardate con leggerezza verso destra, vedete cosicche le nuvole sono mutate nella foggia? Si sono allontanate e si sono fatte ancora piccole, il spazio e piu limpido e un sole gentile si erge verso illuminare qualsivoglia bene. Fate alcuni secco, avvicinatevi a quell'aria tiepida e lasciate affinche vi avvolga, un po vi riscalda, di qualche vi effusioni. Sedetevi corretto in quel luogo, dove siete. Sedetevi sulla sabbia, davanti al vostro abisso d'inverno. Guardatelo... e del mondo ma sembra che parli preciso di voi.